Melissa Kitko
ITAL 463
12/14/01
Enea
Silvio Piccolomini
(Aeneas
Silvius Piccolomini, Papa Pio II)
Enea Silvio Piccolomini fu
un’umanista del Quattrocento. Nacque in
Toscana a Pienza, in passato Corsignano, nel 1405. Fu uno di 18 bambini nella sua famiglia Si chiamò anche Aeneas Silvius Piccolomini nel Latino. Fu il primo Papa umanista e fece molto nel
gioventù con umanesimo.
Nel suo gioventù, Piccolomini fece
molto. Inseguì gli studi umanistici a
Siena e poi divenne un segretario ai preti e cardinali e vescovi
importanti. Parlò e lesse soltanto un
pochissimo del Greco, ma ci furono già molte traduzioni dei testi da Greci
all’Italiano. Studiò il Latino ma lo
seppe correntemente e non classicamente or elegantemente. Piccolomini fu un uomo attivo e la vita fu
più interessante degli studi. Volle
fare le cose per la gente, portare la luce dell’umanesimo alla gente barbarica
che lavorò in mezzo a. Perchè ebbe
molto successo come un segretario, i vescovi furono fidati di Piccolomini con
le responsabilità amministrative e diplomatiche. Nel 1442, divenne al portavoce per i vescovi chi rifiutarono
obbedire il , Eugenius IV. Nell’anno stesso,
ricevè il titolo del poeta laureato dal imperatore Frederick III chi assunse
Piccolomini come il suo segretario.
Piccolomini divenne seriamente
malato nel 1445. In seguito ad una crisi
di coscienza confessò la sua condotta antile al Papa e ne ricevette
l'assoluzione. Dopo quello, abbandonò la sua vita occupata e
decise diventare un prete. Si iscrisse
ai Cattolici Romani di nuovo e fu ordinato come un prete in 1446 dopo il
servizio del consiglio anti-romano di Basilea.
Divenne il Papa, Papa Pio II, nel 1458 fino alla sua morte nel
1464. Ancora ebbe una fama per essere
un donnaiolo e perfino ha scritto un romanzo erotico si chiama De Duobus
Amantibus Historica o di due amanti storici, una commedia brioso si
chiama Chrysis, e molte lettere
e trattati. Nei suoi anni ultimi, non
scrisse molto. Lavorò su il suo
autobiografi, “Commentarii Rerum Memorabilium que Temporibus suis
Contingerunt”, i commentari, scritto nella terza persona e nel Latino. Scrisse di essere un papa, la sua vita in
generale e si rivelò tutto apertamente.
Ciò è questa prima rivelazione aperta, non nascondente niente, nel
Rinascimento e la sola autobiografia scrisse da un Papa. Morì a Ancona nel 1464. Durante la sua vita, scrisse molti libri e
trattati nel Latino ed alcune traduzioni in italiano. Portò molte mascherine e scrisse come storico, biografo,
teorizzatore d’instruzione, e soprattutto come il topografo e geografo
storico. Scrisse dell’Europa, Asia, e
Bohemia. C'è nessun dubbio che
Christopher Columbus studiò la descrizione dell'Asia da Piccolomini.
Come un Papa e un patrono delle
arti, Piccolomini lavorò sopratutto per trasformare e ricostruire la città in
cui nacque, Corsignano, alla città miniatura, razionale e prevista, di
Pienza. Fu inoltre contro il consiglio
generale del chiese che tenendo troppo potenza. Persino pubblicò una bolla che ebbe detto che questa idea fu eretica. Fu sempre in una disputa con il re francese,
Louis XI, che provò a controllare gli affari della chiesa. Questi problemi lo fermarono dall'unire i
cristiani capi contro i Turchi per la riconquista di Constantinople. È morto appena prima della crociatal ha
cominciò.
Nella sua gioventù, Piccolomini si
involvè più con gli studi umanistici.
Come altri umanisti, pensò che scrivente e la letteratura fossero la
base di buona instruzione. Comunque,
non pensò che la letteratura fosse l'ultima forza nell’instruzione poiché fu
molto pratico. In una lettera a
Ladislas, il re della Boemia e dell'Ungheria, scrisse che la mente e il corpo
dovrebbero essere sviluppati insieme.
Uno non è più importante dell'altro e la moderazione in tutti gli
aspetti di vita fu importante. Inoltre
pensò che la vanità di conoscenza fosse una cosa cattiva e che il re giovane
dovrebbe essere insegnato dagli insegnanti che furono buoni esempi. L’instruzione fisica dovè includere le
esercitazioni militari ed i giochi di abilità.
L’istruzione della mente dovrè includere lo studio della filosofia e le
lettere poiché la letteratura è la guida ad un significato senso del passato,
una valutazione corretta del presente, e di una previsione del futuro. Piccolomino sollecitò l'importanza della
religione, ma avvertì il ragazzo che benchè i preti avessero protetto il re,
non fossero stati sotto l'autorità dei re.
Piccolomini continuò, dicendo al
ragazzo che la filosofia e la virtù morale siano importanti. Insegnarono uno per disprezzare l’avarice,
avere il coraggio ed il dovere, e essere giusto. Piccolomini susse che lo studio di Cicero, Seneca, Plutarch e
molti altri scrittori classici fu molto importante per il ragazzo.
Al centro del movimento umanistico
fu l'idea che i classici greci e romani erano importanti. Gli umanisi come Piccolomino crederono che i
classici avessero contenuto le lezioni per condurre una vita morale ed
efficace. I classici furono inoltre i
modelli ottimi per un potente stile latino di vita. Hanno sollecitarono l'importanza della dignità, della razionalità
e della nobilità dell'uomo. Altri temi
inclusero la gloria dello spirito e della bellezza della natura. Gli umanisti crederono nelle Dio-dato
assoluto, universale, legge naturale la ragione uamana è stato basata. La chiesa, a quel tempo, insegnò che la vita
fu importante pricipalmente perché del senso è stata vissuta ebbe un effetto
sul destino dell'anima dopo la morte.
Gli umanisti crederono che l'umanità avesse avuto il potenziale
illimitato che ciascuno specifica dovrebbe provare per realizzare.
Poiché furono intelligenti e
studiarono molto, la chiesa impiegò gli umanisti per scrivere la corrispondenza
e la propaganda ufficiale. Questo fece
i Papi sembrare potenti, chiariti, capi moderni della chiesa. Anche se lavorò per la chiesa, alcuni degli
umanisti del tempo non furono d'accordo con tutte degli aspetti della religione
cattolica ed erano quasi pagani.
Alcuni produttori hanno cominciato
scrivere in Italiano piuttosto che nel Latino, ma Piccolomini sembrò scrivere
soltanto nel Latino. Tutti le suoi
lettere e libri sono nel Latino.
Molti studi sulla rinascita
sollecitarono il riscoperto della letteratura classica di Grecia e Roma, ma
poiché soltanto una manciata di eruditi medioevali parlarono il Greco e
soltanto una manciata di testi greci circolarono in Europa medioevale, la
maggior parte degli umanisti studiarono i testi Romani. Cominciarono a riscoprire i testi Latini
persi e questa attività fu più importante agli umanisti italiani che recuperando
i Greci classici. I due autori classici
più importanti della rinascita non furono autori Greci, ma Romani Cicero e
Quintilian. Cicero rappresentò parecchi
ideali: la sua lingua e composizione
furono un modello per tutto l'uso della lingua, particolarmente latino. Fu, per gli umanisti, l'più alta fonte del
eloquence, o l'uso adatto della lingua.
Come filosofo, ha unito sia la saggezza che il eloquenza: questa combinazione si fu transformata in
nel ideale durante la rinascimento.
Quintilian scrisse la discussione più vasta sulla programma dei studi
nella istruzione classica, come i principali e le teorie di istruzione
retorica. Per gli umanisti, l'umanità è
qualche cosa di speciale nella creazione e ha un rapporto speciale al dio. Questo rapporto è espresso nella salvezza e
la preoccupazione di principio del tutto di essendo umano dovrebbe essere
precisamente questo salvezza. Gli
umanisti videro tali studi come la logica scolastica, l'aritmetica, la teologia
e la scienza naturale come completamente indipendente da questa missione più
importante della sua vita; di tutti gli
studi, gli più alti studi hanno coinvolto la filosofia morale e la relativa
applicazione nel mondo reale.
Piccolomini fu un’umanista che
contribuì molto al movimento dell’umanesimo.
Fu il Papa per otto anni e non abusò l'alimentazione del suo
ufficio. Scrisse molte cose e considera
i due opere impianti della sua gioventù, il poema erotico e del commedia come
errori della sua gioventù.